Le donne e la guerra!

Questo è il tempo trascorso da quando due studenti hanno espresso su un muro di una scuola tutto il loro dissenso verso il regime di Assad.

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Questo è il tempo trascorso da quando due studenti hanno espresso su un muro di una scuola tutto il loro dissenso verso il regime di Assad. Un regime totalitario ed opprimente. 

Tutto è partito da lì. 

 

Abbiamo sentito parlare di “primavera araba", di manifestazioni interrotte dalla violenza dell'esercito di Assad: spari tra la folla, in principio, veri e propri bombardamenti dopo.

 

Uno degli episodi che sono rimasti impressi nella mia memoria, l'attacco a Houla, dove, tra le vittime, ci sono stati tanti bambini. 

 

È la Guerra, una guerra che non ha voluto il popolo. Un conflitto che sembra lontano da noi, ma che è più vicino di quanto si possa immaginare.

 

In questo contesto, nello specifico, voglio parlare delledonne siriane

Vere e proprie eroine che hanno lottato e difeso le proprie famiglie, i figli, i compagni e persino gli estranei. 

Donne torturate e violentate che hanno visto morire i propri cari sotto i loro stessi occhi. 

Ma anche caratteri molto forti. 

Giornaliste, maestre, medici in prima linea che hanno deciso di combattere questa guerra con armi diverse. 

La paura non ha fermato la loro voglia dilibertàe digiustizia. 

 

Amani Ballourè una pediatra siriana, che sin dal primo momento ha combattuto in prima linea questo conflitto semplicemente facendo il suo lavoro. 

Impiegata in un ospedale sotterraneo, ha avuto come suo unico scopo quello di salvare il maggior numero di vite possibile. 

Lei, che ha visto passare sotto i suoi occhi e le sue mani tanti bambini feriti, mutilati dalla guerra. 

Lei che ha vissuto l'incubo delle armi chimiche riversate sulla popolazione. Non si è mai arresa. 

Anzi, ha avuto il coraggio di documentare tutto. Per lasciare un segno tangibile di tutta la crudeltà vissuta. 

 

Le donne in Siria sono viste come oggetti marginali della società. 

Eppure, nulla ha impedito loro di capovolgere il ruolo assegnatogli ingiustamente. 

In questo nuovo millennio di progresso e conquiste sociali, in alcune parti del mondo tutto è fermo. 

L'augurio che posso fare è semplicemente prendere coscienza del valore soggettivo di ogni singolo individuo, oltre le distinzioni per sesso, oltre la politica, oltre il credo e lo status economico.

Perché la vera ricchezza èlottareper lalibertà. 

Una libertà osannata dai potenti della Terra ma negata a chi, questa Terra, la rende ogni giorno un posto migliore. 

A cura di Antonella Miola

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